Voli di fantasie

Autore Bruno Dall’Olio, Editore Dall’Olio Editore, 16/05/2013

RIFLESSIONI IN LIBERTA’
Resiste la mia vita,sta lì ad ali chiuse- come un gabbiano sazio – a farsi cullare dalle acque agitate degli anni.
Specchiandomi resto deluso da come mi vedo – e non me importa – perchè l’io che ho dentro è un’altra cosa.
Sono tutto il contrario di tutto – in pratica non sono mai quello – che vorrei essere.
Inconsapevolmente ardo al grido del nuovo giorno – tanta è la mia voglia di vivere che canto – anche quando va male.
Ogni ragazza che passa sparge il suo fuoco – ed io ne vengo scottato.
Tante cose alla mia età fanno ancora gola – compreso l’amore – anche se poi non combino niente.
Non giudicatemi da quel che scrivo – ben altro fui nella vita – e vi racconto brano a brano.
Le mie sfuriate non sono un fucile scarico che fa paura solo a me stesso.
Quando vago ferito dagli strali del destino – mi chiedo cosa è ridere che il pianto lo so.
Oggi il mio cielo ha il colore “blu lavanda” di neve – ma sono un sognatore che non smarrisce la luce che gli fu donata.
La mia commedia continua e sul passato – non calerò mai il sipario.
Sedici gennaio – il mio compleanno – sfrego contro il muro il fiammifero della profezia.
– Accendo un altro anno del mio futuro – ma c’è un’ aria di congedo!
Perchè non mi chiamo Neruda Ungaretti o Boudelaire… nomi che non moriranno mai.

SEME BUTTATO

Metto
un soffio d’anima
nella poesia
l’umanizzo
perchè discorra
con la gente.
Seme buttato
che fiorirà – tra le dita
di chi lo raccoglie
con l’effluvio
di mille fiori

FOTO DI FAMIGLIA

C’eravamo tutti
uno alla volta
sono usciti dalla cornice …
lei è morta
gli altri
chi qua, chi là
si sono dileguati
scordandosi che esisto.
Soltanto io sono rimasto
nella foto di famiglia
appesa sul muro

SE C’E’ UN BUON MOTIVO

E’ facile
svegliarsi il mattino
saltare fuori dal letto
senza pensarci
infilare in fretta
i vastiti
addentare un panino
in cucina
e via di corsa – fischiando …
se c’è un buon motivo
per aprire

VOLI DI FANTASIE

Non alzarti troppo
in voli – di fantasie
amore
io soffro di vertigini
tentando di seguirti
potrei precipitare.
Come il giorno
che in vena di effusioni
dissi
adoro i tuoi desideri…
Questi crebbero – a dismisura
oltre le mie possibilità.

SALVIAMO LE PIANTE

Loro nei boschi
lontane – dai nostri occhi
una vicina all’altra
con i rami che si toccano
noi in città
respirando arie diverse…
andiamo – a salvare le piante
soffocate dai rovi
incenerite
da incendi dolosi.
Estirpiamo la sterpaglia
che le aggredisce
zappiamo la terra – leggeri
intorno alle radici
se vogliamo che conservino
il loro verde splendore.

VIENI LA CENA E’ PRONTA

Infilo la chiave – nella serratura
ma prrima di aprire
suono il campanello – due volte
e aspetto …
illudendomi che venga lei
ad aprire la porta
e mi dica come allora
“Caro hai fatto tardi
ero in pensiero
vieni
la cena è pronta”.

TUTTI CERCANO

Sul mare – l’occhio
cerca la vela
la vela
cerca il vento
il vento
cerca il gabbiano
il gabbiano
cerca il pesce
il pesce
cerca un’altro pesce
(più piccolo)
da mangiare.
Sulla terra – l’occhio
cerca il prato
il prato cerca l’ape
l’ape cerca il fiore
il fiore
cerca una fanciulla
la fanciulla
cerca l’amore
l’amore
cerca la freccia
da scoccare.

ARTERIOSCLEROSI

Quando la luce
s’identifica – con l’ombra
è la memoria
che prende le distanze
la geografia
smarrisce i percorsi
la storia assume
i contorni della nebbia
il dubbio ha la risonanza
del silenzio – sulla neve
E’ l’arteriosclerosi
che inizia a galoppare
nelle praterie della mente.
Dapprima
una sensazione di gelo
poi lo stupore
infine la resa..

SOLITUDINE AFFOLLATA

Vivo – una solitudine
affollata di volti
che se li chiamo
accorrono
con i loro baci
con le loro tristezze.
Parliamo del passato
ci facciamo compagnia
qualche lacrima
a volte si ride
una promessa – e vanno via.
Non è poi tanto desolata
la mia vita – da solo.

SO QUANTO PERDO

Quand’ero
capitano d’industria
a fine mese
tirando le somme
quantificavo il mio guadagno.
Ora che gli anni
mi hanno reso più saggio
senza fare di conto
so quanto perdo
ogni giorno.

IL POTERE DELL’ALTERNANZA

Cammina – a passo di luna
il dolore
che non se ne vuole andare
corre – come il vento
la felicità
restia a farsi catturare.
Avendo entrambi
il potere – dell’alternanza
ogni tanto
si danno il cambio
si accendono e si spengono
come le lucciole.

Arcobalenìe

Autore Bruno Dall’Olio, Editore Dall’Olio Editore, 16/05/2013

Non tutto
è stato scritto
in poche parole
ci provo anch’io.

PREFAZIONE

Che cosa sono le “arcobalenie”? Sono certamente le nuvole, i sogni, le piume e le orme lievi e anche il cinguettio e lo scampanio e gli odori della notte; e sono il verseggiare breve, agile, così diretto al piacere del leggere che difficilmente ci si potrà sottrarre al suo sottile fascino.

Perché le poesie di dall’Olio disincantate e persino divertenti al primo impatto, dicono con le loro parole semplici il fondo serio e ineludibile per ciascuno di noi : “Non scherzare con la vita” compendia il senso dell’intera raccolta, con un accento di sano epicureismo che comprende nel gusto del vivere il, è piacere dell’amore, fonte prima della gioia e della tristezza Dall’Olio è davvero il più autentico Anacreonte dei nostri anni in Italia.
Giuliano Manacorda

ARCOBALENIE

Le volte che
nel cielo lavato
trinfante di colori
appare l’arcobaleno…
ci passo sotto
a testa alta
con la bandiera
delle mie sconfitte

LA DIFFERENZA

Quando ti chiamavo
c’eri
è questa la differenza

COME MUSICA MUORE

Steso nell’erba
rivolto al cielo
nell’ora infame del tramonto.
Ho fiori secchi
tra le braccia
e lo sguardo che insegue
uccelli in volo
con la mia vita che lontanandosi
come muore

LA DONNA CHE AMI

E’ un fiore sobrio
la donna che ami
maturato alle tue carezze.
Se non la irrori
ogni giorno di baci
tra le braccia t’appassirà

FIORI D’ORO

Non chiedermi fiori
per i tuoi compleanni
hanno breve profumo
corruttibile la bellezza.
Fiori d’oro ti darò
tempestati di brillanti
e di preziose pietre
dalle tinte naturali
che non sfioriscono mai.
Cospargili di essenze
ti inebrieranno dell’amore mio

ALI DI CHIOCCIA

Madre
ali di chioccia devi avere
avvolgenti
se vi chiami sotto
figli grandi
non appena la poiana
fende il cielo.
Dove minacciose balenano
le tue mani alto levate
in gesto di difesa.

IL SEMPRE DI PIU’

Del poco ti accontenti
dici per forza
il giusto

FOGLIE

Che c’è dopo?
Ho chiesto alle foglie
che ogni inverno
rivivono la morte.

MA NON SAI

La scontentezza?
E’ un qualcosa
che ti manca
ma non sai che cosa.

VIA TE VIA TUTTO

Siedo fuori dalla porta
sugli scalini
ad aspettarti
non mi rassegno.
Fa freddo
e non ho legna da bruciare
ma non importa
via te via tutto.

IL NIENTE CHE HAI

Serenità?
E’ il niente che hai
che ti pare pare sia il tutto.

LA MINIERA

Ho una miniera
nella parte rocciosa
del cuore.
Tutta la vita ho scavato
per qualche pepita
solo ora mi da
brillanti
e pietre preziose.

GLORIA ALL’AMORE

Autore Bruno Dall’Olio, Editore Dall’Olio Editore, 16/05/2013

PREFAZIONE

Credo che Bruno Dall’Olio possa dire di sé quanto diceva Ovidio: “spontaneamente il canto prendeva corpo e musicalità e quel che cercavo di scrivere diventava poesia”.
Tale è la fluidità e l’impellenza del suo esprimere in versi i sentimenti e le occasioni del vivere; l’amore per la donna, il godimento della natura, i fremiti minimi ma ineludibili delle giornate liete e sullo sfondo la tristezza della fine.
Tutto detto con una verità che non conosce orpelli retorici, ma quel che più colpisce è che tanta quotidianità dell’esperienza e tanta facilità di trasferirla in versi non si facciano mai ripetute e banali ma conservino sempre una umana verità, una giusta freschezza e anche uno humour che molti potrebbero invidiare.
Giuliano Manacorda

GLORIA ALL’AMORE

Gloria all’amore
che fu il mio alimento
e mai mi bastava.
Alle dolcezze
che m’ha dato con dovizia.
Al bene infinito
che ho voluto alle donne
“idoli miei”.
Alle vittorie
alle sconfitte
alle lacrime facili
che negli anni incantati
ho versato per loro.
Al mio cuore
che nell’inferno paradiso
della vita
non si è mai separato
dai sogni

I CONSIGLI

Quando i consigli
venivano da me
a suggerirmi
quel che dovevo fare
dicevo loro:
“lasciatemi provare
poi se sbaglio
vi ascolterò”.
Care le cose
che mi hanno insegnato …
avendole possedute
da loro ho imparato.

FIGLI D’ARTE

Mio padre
per mettermi al mondo
usò il seme della poesia
devo a lui
se per tutta la vita
ho sparso i miei versi
in mezzo alla gente.
Io per darti la vita
ho usato il seme
della pittura
devi a me figlio mio
se alle pareti del mondo
appendi i tuoi quadri.
Io & te
siamo figli d’arte

POCO A POCO

Nel mio cielo
passa
un ricordo triste
come una grande nuvola
poco a poco
mi nasconde il sole
e diventa pioggia …
(un pianto dentro
che non si vede)

IL GUSTO DELLA VITA

Nell’aria e nel sangue
ti sento arrivare
primavera
che ogni volta mi porti
l’illusione
della giovenizza

IL PASSATO ESISTE

Il passato esiste
anche se non c’è più
esiste
non te ne puoi
liberare…

Sta nascosto
dentro di te
tra la mente e il cuore.

MARE E CIELO

Il mare
così liscio
così in pace
così scintillante
così azzurro
che pare il cielo
il cielo
così pulito
così sereno
così trasparente
così azzurro
che sembra il mare
ma non si possono
confondere…

chè sull’uno
danzano le vele
sull’altro
veleggiano i gabbiani.

LA COSA CHE ASPETTO

Consumo l’attesa
avanti e indietro
per la stanza
e mentre aspetto
col pensiero
sono dentro la cosa
che aspetto.
Ci sto bene
e già ne godo
il suo possesso…

ma quando arriva
non è mai quella
che avevo in mente.

LA VERITA’

Credo ciò
che voglio credere
e quello
che non mi conviene
fingo
di non conoscerlo…

Tanto la verità
specie in amore
non si conosce mai.

SARA’ STATO VERO ?

Ma quel ricordo
uscito
dalla nebbia del tempo
che mi arriva
così da lontano
sarà stato vero
come oggi lo vedo…

O fa parte
delle cose che invento?

HO PERSO IL TRONO

Per amore
mi ero sdoppiato:
ero il suo re
ero il suo schiavo.
Ma il giorno
che la regina decise
che uno dei due
era di troppo…

io re
ho perso il trono.

CIO’ CHE AMO

Mi accompagnò alla porta
e arrossendo mi chiese:
“fino a quando?”

Mia piccola sirena
ciò che amo
cresce incessantemente
dentro di me
grande
alla misura del cuore
e non ha fine.

IN POCHE PAROLE

Autore Bruno Dall’Olio, Editore Dall’Olio Editore, 08/12/2013

PREFAZIONE
Bruno Dall’Olio è uno di quei poeti non giovani d’anni ma certo di vena – è giovanissimo per l’abbondanza di quella vena e ancor di più per gli accenti che la caratterizzano: disincantati, sereni, persino allegri pur se può trasparire spesso un ombra di malinconia.
Dall’Olio canta la vita, ma non in astratto; egli dice la sua vita e non per un narcisistico esibizionismo ma perchè quella è stata ed è tuttora, vivissima, l’esprienza di cui può dar conto.
E’ un uomo che sa essere felice del suo presente, quando il tempo è ormai quasi scaduto, e sa di aver amato la vita nei suoi anni lontani, il cui ricordo torna ora non con la tetra nostalgia, di un tesoro perduto ma con la serena coscienza di averlo goduto in tutto il suo bene: l’amore in primo luogo, nume tutelare di tutta la sua esistenza, e la natura con la bellezza del mare,della terra, del paesaggio.

Un uomo fortunato, diremmo, e qui finire il discorso se non si dovesse aggiungere l’ulteriore e insperata fortuna di aver saputo tradurre in vera poesia tanti doni della vita.
Perchè – sia chiaro – Dall’Olio è un poeta e a mostrarlo c’è la serenità e la ricchezza della sua parola priva di orpelli e subito in grado di comunicarci la trepidazione dei sensi, la grazia del rammemorare, lo stupore di sentirsi ancora vivo, il compiacersi di una saggezza che non annulla i beni del passato ma li esalta nel loro sopravvivere.
Ma si aggiunga ed è fondamentale – i suoi versi non si limitano a dire o ridire il godimento del vivere onesto e pieno in una coscienza laica di una sapore altamente epicureo; ben spesso, dimentichi di cause immediate o lontane, ma si levano all’altezza semplice della perfezione classicheggiante…
Giuliano Manacorda

PIANTO SOLITARIO

Quando un albero
solitario
si lamenta
tutto il bosco si lamenta.
Quando un uomo piange
il suo pianto
è solitario.

COS’è UN SOGNO

Sogno
è la volontà di superare
i limiti della vita
che in quel momento
dorme.
Il desiderio
di sottrarsi al destino
che domina il futuro.
Il potere
di far rivivere
chi ti voleva bene
sedere con lui
vicino al fuoco
e dirgli piangendo:
sono tornato
parlami
come facevi una volta
è tardi lo so
ma sono cambiato…
ora t’ ascolto.

FREMEVANO LE PAROLE

Non riuscivo a dormire
era agitato il cuscino…
chè sotto
fremevano le parole
di questa poesia.

LASCIATI ANDARE

Fitrtizia è la fretta
correndo
anticipi gli eventi
arrivi prima in fondo.
Nella corrente della vita
galleggia senza volgerti
senza guardare lontano
e godi quello che puoi
chè inaspettato
arriverà il momento…
Non vivrai di più
ma certamente meglio.

CHE BELLA VOCE HA

L’età d’oro della vita
è quando
ti prende per mano
e tu la segui incantato
senza porti domande.
Che bella voce ha
in quegli anni spensierati
l’amore che non si paga!

BARCHE E RIVE

Al tramonto
gli sguardi dei pescatori
che tirano le reti
in barca
e quelli delle lore donne
in attesa sulle rive…
s’incrociano sul mare.

COME UN CANE FEDELE

Libera è la bellezza
non te ne puoi appropriare
nè imoedire agli altri
di guardarla.
E’ ovunque la bellezza
pronta a dare
orizzonti nuovi
con visioni
ogni volta diverse.
Guardala negli occhi
quando la incontri
come un cane fedele
guardala fisso.

RENDO LO SCETRO

Come si toglie
l’anello dal dito
qundo finisce
una storia d’amore…
mia giovinezza
ti rendo lo scettro
che un giorno mi desti.
Mia adorata e perduta
vai
senza rimpianti!

TRAMONTO

E ogni sera da capo…
il sole
come un ferro incandescente
s’immerge nel mare
sprizzando scintille
che insanguinano il cielo
accecandomi dimalia.

OLIO ESSENZIALE

Ogni volta il tuo bacio
m’offre il ritorno
al palpito iniziale…
ed è per questo
che negli scaffali della mente
ti tengo in prima fila
come un’olio essenziale.

MELODIA DEL VIVERE

Autore Bruno Dall’Olio, Editore Dall’Olio Editore, 16/05/2013

CRITICHE DEI LETTORI

La sua poesia ci aiuta a vivere e nel vero, nel bello e nel bene. E’ una finestra aperta sull’azzurro, sembra una melodia di Chopin in una notte di luna.
(Aldo Moresi -Bellinzona – Giornalista)

Le esprimo il mio compiacimento per il successo da lei ottenuto con la presentazione delle sue opere nella sede della Dante Alighieri di Roma. E’ stata una manifestazione di prestigio che lascierà tracce dnel nostro lavoro culturale nel mondo.
(Barone Giovanni di Giura – Presidente Società Dante Alighieri nel mondo)

Le sue poesie non hanno tempo né età, potevano essere attuali cento anni fa e sicuramente lo saranno nel futuro. Anche se le tecnologie si evolvono,nessun computer sarà in grado di scrivere nulla che possa assomigliare a una poesia.
(Sergio Baderna)

I suoi versi mi incantano per la chiarezza, la semplicità e la spontaneità che vanno al cuore del lettore. Se suo scopo era quello di far poesie accessibili a tutti…
(Avv. Carlo Cardillo – Genova)

Delle tue poesiemi piace la sensazione di bello, di luce, di pace, di gioia, d’immenso, di colorato, che danno. Grazie di amare e far amare l’amore. (Rita Bottega)
Lei merita il successo che le sta arridendo e che l’ha fatta uscire certamente da quel dimenticatoio paventato dai poeti. Quando si desidera rileggere e poi ancora rilleggere una poesia vuol dire che il bersaglio è stato colpito.
(Avv. Stanislao Aureli – Roma)

PER FARE UNA POESIA

Per fare una poesia
ci vuole:
prima il poeta
poi la musa
che lo ispiri
dopo le parole
infine
sogni ad occhi aperti …
se le parole
saranno poche
basteranno i sogni

MULINI A VENTO

Non ci sono più
i mulini a vento …
hanno tolto
le pale
sono crollati
i muri
ma il vento
non se n’è accorto …
continua a soffiare
a soffiare.

PENSO A UNA DONNA

Penso a una donna
premurosa
che ogni giorno
venga da me
come pioggia sottile
che disseta i campi
e si ritira …
Docile
che mi bagni la.

DECISI DI ELIMINARLA

A volte mia piaceva
altre la detestavo
di notte
mi sembrava bella
di giorno
mi ricredevo.

Era insignificante
mi faceva tribolare
non riuscivo a correggerla
era un pensiero
fisso nella mente
che mi tormentava

esasperato
decisi di eliminarla…

per non lasciar tracce
affidai al vento
le ceneri
di quella poesia.

A POCO

Anche il poco
ha i suoi pregi…

è facilissimo d’avere

non mi impedisce
di desiderare il tutto
di lottare nel tentativo
di possederlo….

Per emergere dalla folla.

POSSEDERE

Possedere
in amore
non è più libertà

chè prima o poi
sarai posseduto
da ciò che possiedi…

In quel momento
subentrerà in te
un desiderio d’evadere.

ANCHE SE DURA POCO

L’amore vero
anche se dura poco
non si può scordare
e se nel sogno
non viene e trovarti
sei tu
che lo vai a cercare
tra quelli più cari
che il cuore conserva…

ma a volte i ricordi
sono come mani
che disperatamente
si cercano…

e non riescono
a toccarsi.

è COME UN FIGLIO

Iniziando a scrivere
il,poeta si chiede:

cosa mi resta
da dire alla gente…

mi giuderà la mano
l’ispirazione…

si prosciugherà la fonte
da cui attingo parole…

mi resterà il tempo
di finirlo….

domande
che troveranno risposta
se il libro
vedrà la luce

è come un figlio
per lui!

INNAMORAMENTO

Ora è toccato
a me
posso dirti cos’è

innamoramento…

luce improvvisa
che accende l’amore
in un cuore
in sintonia col tuo.

I VECCHI

Andate a trovare
i vecchi
a mani vuote
liberi di accarezzarli

A loro bastano
le briciole del pane
e una parola buona
che divoreranno
sentendosi inutili.

Anche un fazzoletto piccolo
a loro può bastare
hanno il pianto senza lacrime
appena restano soli

Fateli importanti
per non far si che pensino
d’esservi di peso

Andate a trovare i vecchi
restate a parlar con loro
lasciate che vi raccontino
ancora quella fiaba…

Vogliate bene ai vecchi
fateli morir d’amore.

SUL COMODINO

Autore Bruno Dall’Olio, Editore Dall’Olio Editore, 07/12/2013

Con Silenzi da colmare Bruno Dall’Olio è andato oltre le passate esperienze, come diceva Mandelstam, ” nell’angolo privato della vita, dove nasce la poesia e il tempo non è regolato dall’orologio e dal calendario;l’angolo della memoria”. La poesia di Dall’Olio è prevalentemente rievocativa, quindi di carattere intimistico;però ha il potere di coinvolgere, di rendere partecipi della sua palpitante ”confessione”, colma di ”febbri” sentimentali, di beatitudini ineffabili, ma anche di dolorose delusioni, travagli esistenziali, sconfitte. Interprete sensibile e acuto dei moti dell’animo e delle bellezze della natura, Bruno Dall’Olio con questa nuova raccolta di liriche ci ripropone i temi prediletti che fin dalla giovinezza alimentano le fonti della sua feconda ispirazione; ma qui cogliamo i sintomi inediti e persuasivi di una ricerca che oltrepassa certe “linee di demarcazione” caratteristiche della sua precedente produzione poetica.

Si nota, ad esempio, un interesse nuovo per i valori di una metrica meno prolissa e più accentuativa di “messaggi” allegorici; inoltrer l’introspezione psicologica recita nelle poesie più recenti una parte importante. Non solo: la percezione della crisi che sovrasta l’umanità fa si che i margini del discorso intimo (limitativo dalle inquietanti problematiche che ci turbano) non siano più assolutistici. L’invisibile “spazio interiore” del poeta si amplia raggiungendo ormai una dimensione “sociale”, in cui l’uomo si moltiplica diventando comunità. La poesia di Bruno Dall’Olio si esprime su due distinti piani costitutivi: uno di riflessione etica, l’altro di metodologia linguistica. Prima, dunque, il significato dell’idea, o del fatto vissuto, poi la parola che deve interpretarlo, liberamente ma senza finzione. Non è facile mediare queste peculiarità fondamentali del magistero poetico. Dall’Olio ci riesce con rara maestria. Nella sua opera lirica significato e forma si contemperano in una sintonia perfetta, per cui anche l’evasione dalla realtà, l’abbandono ai sogni e utopie, la visione soggettiva d’ogni elemento compositivo raggiungono un’elevata tensione spirituale e si fanno testimonianza della nostra ragione di essere. Un risultato, in termini di verifica letteraria, piuttosto inconsueto oggi.

Jean Pierre Jouvet

RUMORI DI BACI

Sentivo uno strano rumore
come di baci
mi sono girato…
stava passando l’amore

ATTIMI DI VITA

Il “per sempre”
che vuoi da me
(promessa
che chiude un cerchio)
è un bene che non ho
mio batuffolo di piume.
Va oltre il tempo
in luoghi dove la clessidra
segna ore eterne
e io ho solo
attimi di vita.
Da offrirti!

ARROSSIVA

Sentendosi spogliare
dal mio sguardo
arrossiva
nel passarmi accanto
la bella formosetta
appena intravista
e subito persa
alla curva della strada.

LA TOLSI DAL VASO

Si era ammalata
la gardenia
che avevo sul balcone.
La tolsi dal vaso
la ripiantai
sul ciglione d’ un fosso
per lasciarla morire
in mezzo alle viole.

SIAMO IN MOLTI AD ASPETTARE

Io
la lucciola
il letto
il barbagianni
il ladro
le ombre
la prostituta.
Siamo in molti
ad aspettare
che si spengano
i rumori…
inghiottiti dalla notte.

IL MALE

Invano ci dormo sopra
appena mi sveglio
lo sento
è sempre lì al suo posto
il male
che mi tormenta…
e il timore
di dover covivere con lui
mi fa paura!

INNO ALL’AMORE

Questo amore
che ha faticato a nascere
nella mia terra…
questo amore ribelle
che si è fatto reale
per averlo
intriso di lacrime…
questo fior d’amore
che nei baci proclamò
la sua conquista
ed è irreale
tanto è perfetto…
morirà con me
restando immortale
dentro il mio canto.

IL VERO AMORE

Il vero amore
nasce piano
nell’incertezza del possesso.
Cosi discreto cresce
che appena te ne accorgi
lo trovi grande
sino a diventare l’aria
che respiri.
Neppure la lontananza
lo può offuscare
perchè di notte viene
a dormirti sul cuore.
Ha silenzi improvvisi
progetti lontani
e sguardi limpidi
che non sanno
il tradimento.
Non si può spegnere
questa fiamma d’amore
umettando due dita
come si fà
con la candela.

NON HO PIù ETà

Ora che vivo
ai margini del mondo
non più
per filare il cotone
ma
incantesimi di poesia
niente è come prima…
passino gli anni
non li conto
e del domani
non mi interessa di sapere.

NE HAI UN ALTRO?

Dice
d’aver lasciato
il cuore
in quel luogo
e non è la prima volta
che lo afferma…
forse ne avrà un altro
di scorta!

VERSEGGIANDO TRA LA GENTE

Autore Bruno Dall’Olio, Editore Collana I gigli (poesia), 12/08/2013

Credo che Bruno Dall’Olio possa dire di sè quanto diceva Ovidio: ” spontaneamente il canto prendeva corpo e musicalità e quel che cercavo di scrivere diventava poesia”. Tale è la fluidità e l’impellenza del suo esprimere in versi i sentimenti e le occasioni del vivere: l’amore per la donna, il godimento della natura, i fremiti minimi ma ineludibili delle giornate liete e sullo sfondo la tristezza della fine.Tutto detto con una verità che non conosce orpelli retorici, ma quel che più colpisce è che tanta quotidianità dell’esperienza e tanta facilità di trasferirla in versi non si facciano mai risapute e banali ma coservino sempre una umana verità, una giusta freschezza e anche uno humour che molti potrebbero invidiare.

Giuliano Manacorda

PER NON PERDERTI

Io non so
non so perchè
ma tu sei
tu sei fatta così
e per non perderti
io ti tengo
ti tengo così
così come sei.

ISOLA FELICE

Nel mio scorrere terreno
sarò un grande fiume
che si divide in due
per fare di te
un’isola felice.
La mia corrente
lambirà il tuo corpo
con tenera freschezza
il mio canto d’acqua
riempirà di fiori
il tuo giardino.
Sarò il tuo sole
se ti farai spiaggia.

TI FARò VICINA

Pensandoti pensandoti
passerò il resto
della vita.
Lontana lontana
pensandoti
ti farò vicina…
e in te mi perderò
senza finire…
fiume nel mare.

è QUASI L’ ALBA

Da labili raggi di luna
avvolto
il ragnatele d’oblio
spio la notte…
è quasi l’alba
le voci
sono in attesa
di parlare

LA RESA

Non ho più voglia
di lottare
accetto tutto ciò
che vuoi da me.
Come un’ attore mediocre
costretto a cambiar di ruolo
scendo nella buca
del suggeritore
pur di non lasciare
il teatro.

RIPRENDI IL COMANDO

Superata la ferita
udraiil fischio
della tua nave
che da sponde insolute
parte arrancando.
Non importa dove andrà
riprendi nel comando.

FIORE SELVAGGiO

Credere nell’ alba
punto di partenza
delle intenzioni
quando sul corpo
sboccia
il fiore selvaggio
della speranza.
Non appassirà
se la sera lo poserai
nei cofani del cuore
tra le sete colorate
del tramonto.

MERCATO DELLA FANTASIA

Ogni tanto vado
al mercato della fantasia
per comprare
profumo di fieno
costa poco anima mia
ma a te piacerà.
Nel campo di grano
tra i papaveri
colgo solo fiori azzurri
perchè tu ami il colore
del ‘nontiscordardimè’.
M’ immergo in un mare
dove l’ acqua si respira
e alle ostriche rubo
cento perle per te.
Tra le piante di mangrovie
prendo spugne ancora vive
per asciugare le lacrime
che hai versato per me.
Strappo all’arcobaleno
l’ armonia di folli colori
e con fili ritorti d’ amore
cucio un vestito per te.
All’ uscita
dove incartano i regali
scrivo sul vetro
questa ballata del cuore
costa poco vita mia
ma a te piacerà.

OLTRE LA FAME

L’ ingordigia
in libertà di spazi
si fa
orgia del possesso:
sentimento senza limiti
che va oltre la fame.
Fa rifiutare il cibo
quando arriva in gola
e riempie le tasche
di neve
sperando di conservarla.

AMORE FATTO D’ ARIA

C’ era
era lì
c’ è ancora
ma è qualcosa
che non ha soluzione.
Fiamma
fuggita dal fuoco
amore fatto d’ aria
che capovolge
le regole del gioco.
Appendo al chiodo
delle cose perdute
il suo bel corpo
con i tanti capricci
e le gelosie.
Le concedo
di non amarmi.

SASSI PIATTI

E’ un bel tipo
l’ indeciso
che va sul molo
a vedere gli altri
che partono
salutandoli col fazzoletto.
Si morde le unghie
non sa quello che vuole
tiene il piede
in due scarpe.
Le sue azioni
sono sassi piatti
scagliati sull’ acqua
con abile forza
che rimbalzano più volte
prima d’ affondare.