LUCA DALL’OLIO – FRANCESCA BOGLIOLO

Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un’ape,
Un trifoglio ed un’ape
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche.

Emily Dickinson

L’incanto dell’affabulazione è ben lungi dall’essere superarato. Le fiabe continuano a tramandare una memoria antica, fatta di sogni, di situazioni irreali che trovano un riscontro nella quotidianità di tutti e attraverso le trame svelano la realtà più inconscia e vera di ciascuno. La narrazione tende all’evasione dalla realtà presente, pur presentandola nella sua intima sostanza. E’ il sogno di uomo che sogna o viene sognato, in cui i contorni si assottigliano e le apparizioni oniriche acquistano significati inconsapevoli. Se è vero, come sostiene uno scrittore del nostro tempo, che ‘negli occhi delle persone si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto’, negli occhi di bambino di Luca Dall’Olio si intravedevano i contorni di sogni capaci di meravigliare anche gli occhi di un adulto, incredulo davanti alla possibilità di vedere il suo mondo sotto un altro punto di vista, celato eppure svelato nella sua infinita complessità. Il pittore mantiene fede al suo sguardo innocente di bambino, reinterpreta contenuti ancestrali e li condensa sulla tela in un istante espressivo. Nelle sue opere, Luca Dall’Olio rivela una profonda comprensione dell’essenza dell’arte e delle sue più significative manifestazioni; gli spazi rappresentati, delineati con sapienza pittorica, sono spazi dell’anima, in cui l’artista vaga incessantemente, come in un labirinto che egli stesso ha costruito, di cui conosce percorsi e confini. Un senso mitologico assoluto ed eterno narra vicende antiche dai contenuti attuali; atmosfere fiabesche e linguaggi magici conducono l’osservatore in un’altra dimensione, in cui tutto pare possibile, anche che i colori mutino in base ai sentimenti. La scelta della tonalità varia in relazione con i pensieri, i sogni, le aspirazioni dell’artista: la meta raggiunta dall’equilibrio compositivo è il conseguimento dell’interiorizzazione dell’arte. Il trasporto con cui Dall’Olio approccia un nuovo soggetto è lo stesso con cui ricerca una metafora dei significati più profondi della vita, senza dimenticare il ‘magico accordo’ tonale suggerito da Gauguin. Per riuscire in questo intento, l’artista elabora un linguaggio personale, affine a quello magico ed evocativo della fiaba. Se il ‘c’era una volta’ introduce in un mondo ‘altro’, i colori e le atmosfere di Luca Dall’Olio predispongono l’osservatore all’ascolto visivo di una nuova, poetica, concezione pittorica, dalla quale lasciarsi incantare senza remora alcuna. Basterà dunque solo il sogno, a rendere l’arte possibile, anche se i colori sono pochi.

‘Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto. Così diceva. Quello che vedranno’ A. Baricco, Novecento.